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venerdì 26 febbraio 2010

Libiamo, libiamo: ponce casalingo di Zia Maria

Festa grande, ragazzi.
L'amato bene ha ufficialmente finito gli esami.
Qui tocca brindare. Però fatelo voi, giacché sia io che lui siamo clamorosamente astemi.
Magari fatelo con il ponce (ovvero il punch, italianissimamente tradotto in poncio all'epoca in cui l'aratro tracciava il solco e la spada lo difendeva), cavallo di battaglia di mia zia Maria. Qui lo vedete ritratto in bottiglia che reca l'etichetta del da noi celeberrimo Liquore Poncio Lupacchioli, prodotto dalla più blasonata pasticceria del capoluogo, ma con ulteriore etichetta che ne attesta la maternità ziesca. E prima che me lo chiediate, è ovvio che quello di mia zia è mille volte più buono.

Ingredienti:
mezzo litro di alcol puro per usi di cucina
mezzo litro di acqua, e che sia buona
mezzo chilo di zucchero
la buccia di un limone, di un'arancia e di un mandarino

Preparazione:
tagliate sottilissime le bucce e mettetele in infusione nell'alcool per un minimo di dodici ore. Quindi pesate la metà dello zucchero e fatelo bollire nell'acqua fino a quando non fa un po' di sciroppo.
Mettete quindi in un'altra pentola l'altra metà dello zucchero con un goccino minuscolo d'acqua e fatelo caramellare fino a quando non diventa di un bel bruno intenso e dorato: a quel punto aggiungete mestolo dopo mescolo l'acqua zuccherata e mescolate bene fino a quando il tutto non è ben amalgamato.
Quindi lasciate raffreddare, e raffreddare bene. Solo quando è completamente freddo potrete infatti aggiungere l'alcol: non fate come zia Maria e zia Lella che una volta, lavorando di prescia come di consueto, rischiarono di mandare a fuoco la cucina.
Fatto ciò si è giunti alla fase finale: acchiappate un imbuto e un colino a maglie strette, filtrate il ponce e imbottigliatelo. Vedrete che vi terrete reciproca e ottima compagnia per tutto il resto dell'inverno, e anche oltre, sempre che duri.
Buon brindisi. E adesso, se me lo permettete, con la sobrietà che mi è propria vi propongo una musica adatta perché possiate festeggiare insieme a noi come si confà.

lunedì 8 giugno 2009

Passaggio in India: salted lassi

Questa bevanda mi è sempre piaciuta, fin dal mio primo contatto con la cucina indiana anni fa (avvenuto grazie a un ristorantino della Grande Città che si distingue per la qualità delle pietanze, i prezzi abbordabili e il fatto che il personale indiano e pakistano vi conviva in armonia, a riprova che molte volte l'odio reciproco viene imposto e coltivato dall'alto: ma sto divagando come di consueto). E' semplicissima, rinfrescante, ed è ideale per una giornata estiva. La si trova in tutte le possibili versioni, dolci e salate, con i più diversi tipi di frutti e spezie. Quella che prediligo è la seguente, e secondo me è ideale per combattere la calura, e non solo.

Ingredienti:
un terzo di bicchiere di acqua ghiacciata
un vasetto di yogurt al naturale denso
una punta di sale
un cucchiaino di zenzero sbucciato e grattugiato
una spruzzata di cumino

Preparazione:
nel bicchiere con l'acqua ghiacciata versate a cucchiaiate lo yogurt, mescolando bene man mano. Aggiungete il sale, lo zenzero grattugiato e date un'ultima mescolata. Spruzzate di cumino e servite, aggiungendo se volete un paio di cucchiai di ghiaccio tritato.
Ho preparato il salted lassi ieri sera, perché avevo bisogno di salutare un bambino con una bevanda della sua terra. Mentre lo bevevo, ho cercato su Internet una ninna nanna indiana. Ne ho trovata una molto bella. Non so se gli cantassero esattamente quella, ma non credo sia importante.
"Nunhi kali sone chali, Hawa dheere Aana, Rang bhare sapne liye, Jhoola jhula jaana..."
(Il bimbo si addormenta, brezza soffia leggera, portagli dei bei sogni, dondola la sua culla...)
A Sakthivel, che ora è in un posto migliore.

mercoledì 13 maggio 2009

Tè chai - The empire strikes back

Mi è appena giunto un messaggio da parte di Mauro, dal cui ricettario avevo preso apportandovi alcune modifiche la ricetta del tè chai. Lo posto esattamente come l'ho ricevuto.

"Questa è la ricetta originale secondo Mauro, come tramandata da Alberto che l'apprese dai monaci in Tibet:
1 tazza di latte di yak appena munto,
1 tazza di acqua,
pezzi di radice di zenzero sbucciato,
un cucchiaio di tè nero,
un cucchiaio di zucchero di canna.
Portare ad ebollizione sino ad ottenere una crema molto fluida, scolare & trakannare :)"

Dedicata ad Alberto che non c'è più, eppure c'è ancora. Omnia vincit amor.

domenica 10 maggio 2009

Tè chai di Mauro

Non posso esimermi dal proporre questa ricetta come primo post: la descrizione del tè chai è stata infatti quella che ha causato il commento all'origine di questo blog.
Chi conosce anche per sommi capi la cucina indiana sa che non esiste una ricetta di tè chai: se la si chiede a dieci casalinghe locali ciascuna darà la sua versione, argomentando vivacemente sul fatto che è quella originale e tutte l'altre sono fetecchie e imitazioni (del resto, succede anche da noi: provate a Firenze a chiedere la ricetta della ribollita alle famiglie di un palazzo e vi ritroverete con tante versioni da poterci scrivere un trattato). In sostanza, comunque, è un tè con l'aggiunta di latte e di spezie, le quali variano a seconda del gusto e della disponibilità. La versione che propongo è basata, con alcune piccole aggiunte, su quella di Mauro, un mio caro amico che fra le sue mille qualità ha pure quella di essere cuoco provetto e ricchissimo di fantasia.

Ingredienti:
per ogni persona, calcolare 1 tazza di acqua e 1 di latte intero

Spezie calcolate per 4 persone:
radice di zenzero fresco, sbucciato e tagliato a rondelle, quantità all'incirca un pollice (ma se vi piace, abbondate pure)
10 semi di cardamomo
1 stecca di cannella
1 pezzetto di macis (vanno altrettanto bene semi di fieno, coriandolo, trifoglio, a seconda del gusto)

Preparazione:
si mette sul fuoco in pentola capace l'acqua con le spezie, finché non bolle;
alzatosi il bollore, si abbassa la fiamma e si aggiungono il latte e un cucchiaino colmo di zucchero per persona;
si rialza la fiamma e si fa bollire il tutto per 5 minuti, mescolando in continuazione;
si spegne la fiamma e si aggiunge per ogni persona un cucchiaio raso di tè nero non aromatizzato (darjeeling o simili);
si lascia riposare per qualche minuto a seconda che si voglia il tè più o meno potente, quindi si filtra e si serve.
E' ottimo sia da solo che per accompagnare dolci secchi con una buona dose di burro (biscotti di pasta frolla, crostate e simili). Eccellente anche come bevanda da meditazione, magari mentre ci si rilassa leggendo un bel libro: ad esempio Il senso di Smilla per la neve, dove il tè chai è uno dei prodigi culinari con cui il goffo Peter stupisce la protagonista.
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