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lunedì 9 maggio 2011

La gattorta di Gelsomina

Lo so: oramai aggiorno il blog ogni beatificazione di papa.

Me ne scuso ancora una volta. E' che di tempo proprio non ne ho. E quel poco tempo libero che resta dopo il lavoro e impegni vari, lo dedico alla mia famigliola. Sapete com'è, un masculo bipede e una femminella quattrozampe han le loro esigenze, e mi pare doveroso sopperirvi.

Però oggi cinque minuti me li prendo e condivido un evento assai importante per la succitata famigliola. Ieri la gatta Gelsomina ha compiuto un anno. La data l'abbiamo scelta per convenzione: Minarella la abbiamo trovata in strada lo scorso 8 luglio e il veterinario ci ha detto che l'allora cucciolina aveva due mesi. Pertanto, abbiamo fissato il suo compleanno all'8 maggio.

Una festa grande, che abbiamo condiviso gioiosamente con i nostri amici gattari.

La torta che vedete è molto semplice e lesta a farsi, con pasta sfoglia già pronta e crema chantilly: il procedimento lo trovate qui, e si presta ovviamente a infinite variazioni. Nel caso specifico, mi sono divertita con confettini e decorazioni di zucchero, e il musino micioso l'ho fatto con la nutella e della gelatina rosa impiegando una comune siringa per dolci con bocchetta liscia di piccole dimensioni: una comoda soluzione nel caso non si riesca a trovare la famosa matita del pasticcere.

Alcuni mi faranno gli occhiacci perché ho fatto una torta per festeggiare il compleanno di "una bestia". Io dal canto mio so, come sa chiunque ne abbia in casa una, che i quattrozampe sono parte della famiglia a pieno diritto, e diventano come dei figli. Gelsomina da quando è arrivata ha reso la mia vita più bella, e festeggiare il suo compleanno è solo un piccolo modo per dirle grazie di tutto quello che mi ha donato e mi dona ogni giorno.

E grazie a Giulia, Paolo, Marco, Cionzo e al leggendario Dottor P (il quale ha partecipato nonostante con i gatti vada non proprio d'accordo) per aver condiviso la festa, e per i bellissimi regali che hanno fatto alla nostra amata "mina vagante", e ai suoi genitori.

venerdì 30 aprile 2010

Ostie al cacao con crema alla cannella e fragole

Oggi è il compleanno della zia Lella. Alla mia adorata vecchierella vanno tutti i miei auguri, e il ringraziamento per tutte le belle cose che ha fatto per me e per tutte quelle che farà in futuro. Per festeggiare propongo una ricetta che è stata da me creata ma che è figlia della sapienza cucinaria di cui la zia è custode. Come avrete modo di vedere la preparazione è assai semplice, e oltre a essere di bell'aspetto è pure parecchio buona.

Ingredienti:
- per le ostie
200 grammi abbondanti di farina
2 uova
due cucchiai ben colmi di zucchero
una tazzina scarsa d'olio
una presa di cannella
un cucchiaio colmo di buon cacao
- per la crema
due uova
due cucchiai di zucchero
due cucchiai rasi di farina
mezzo litro di latte
cannella in base al gusto
- per la decorazione
fragole ben mature
foglioline di menta

Preparazione:
in una capace scodella incorporate con l'aiuto del cucchiaio di legno gli ingredienti delle ostie fino a ottenere un impasto alquanto liquido e nel frattempo fate scaldare l'apposito ferro (per ulteriori dettagli vi rimando alla ricetta delle ostie classiche, cavallo di battaglia della zia): al momento di cuocerle vi consiglio di fare attenzione, giacché la presenza del cacao fa ridurre i tempi di cottura e vi è quindi il rischio che si brucino. Non appena si colorano tiratele via dal ferro con la punta di un coltello e con l'aiuto di una presina mettetele sul fondo di un bicchiere in modo che prendano una forma a coppetta mentre sono ancora morbide: lasciatele lì fino a quando non si raffredderanno, in modo che si induriscano come si confà. Gli ingredienti prescritti vi basteranno per una quindicina di ostie, pertanto calcolate se siano sufficienti in caso di ampio numero di commensali.
Nel mentre che le ostie si freddano dedicatevi alla crema: la ricetta è quella della crema pasticcera classica, ulteriore cavallo di battaglia della zia, con la differenza che non è necessario aggiungere la buccia di limone. Una volta che è pronta tiratela via dal fuoco e incorporate la cannella, quindi lasciate raffreddare pure lei.
Dedicatevi poi alle fragole, cui toglierete il picciolo e che affetterete a spicchi il più possibile regolari.
Pronti tutti gli ingredienti, siete pronti pure voi per acconciare il dessert come si confà: prendete con delicatezza una coppetta di ostia, mettete sul fondo una generosa cucchiaiata di crema e decorate con gli spicchi di fragola in modo da formare una stellina. Al centro della stellina, mettete le foglie di menta tritate. Man mano che procedete, disponete le coppette su un bel piatto di portata, magari di un bel colore vivace.
Mettete il piatto in frigo per una mezz'ora in modo che la crema si consolidi, quindi portate in tavola. E se state festeggiando una persona cara, ditele non solo con il dolce, ma anche a parole quanto le volete bene.
Auguri zia Lella. E grazie ancora dalla tua nipotastra, che se ha imparato un pochino a cucinare lo deve a te :*

mercoledì 24 marzo 2010

Torta di noci (con tanti auguri all'amato bene)

Oggi un dolce ci sta bene. Ci sta bene perché il compagno di casa e di vita compie gli anni. Pertanto vi propongo quello che proprio stamane, alle sei e trenta spaccate quando il tapino è costretto ad alzarsi onde correre in ufficio, gli ho recapitato a letto con tanto di candeline e canticchiando con voce di trombone "tanti auguri a te", in modo che comprendesse immediatamente che dette candeline non erano dovute ad apparizione spiritica e non gli venisse un colpo mentre ancora galleggiava nel dormiveglia.
La torta in questione, per inciso, è uno dei tanti cavalli di battaglia della zia Lella, e fa parte del patrimonio cucinario familiare da tempo immemorabile. Pedigree a parte, è buona da non dirsi, cosa che potrete comprovare voi stessi se la preparerete per il vostro amato bene o per chiunque vi sia caro. E' inoltre di semplicissima esecuzione e ha il vantaggio di potersi approntare volendo anche il giorno prima rimanendo ben fresca, nel caso come me vogliate fare una sorpresa al festeggiato o festeggiata quando i galli ancora ronfano.

Ingredienti:
250 grammi di farina
130 grammi di fecola
200 grammi di burro morbido
300 grammi di zucchero
4 uova
70 grammi di noci macinate più qualcuna intera per decorare
50 grammi di cacao amaro in polvere
un bicchiere scarso di latte
una bustina di lievito per dolci

Preparazione:
armatevi di frullino e in una ciotola assai capace battete il burro con i rossi delle uova (tenete da parte i bianchi, mi raccomando) e lo zucchero finché non avete ridotto il tutto in crema. Lavate quindi le fruste del frullino perché esso vi servirà di lì a poco e prendete la cucchiarella. Con l'aiuto della stessa fate incorporare la farina, la fecola, le noci tritate e il cacao mescolando per bene: non fatevi prendere dalla tentazione di assaggiare perché anche crudo questo è uno dei dolci più squisiti che si possano immaginare, pertanto c'è il rischio concreto che a furia di dar di cucchiaio vi ritroviate con un buon terzo in meno della materia prima (e probabilmente con un mal di pancia clamoroso dopo, ma ciò fra parentesi).
Accendete il forno a 180° e mentre si scalda provvedete ad aggiungere il lievito sciolto nel latte e da ultimo gli albumi montati con il frullino a neve fermissima, per ottenere la qual cosa vi consiglio di usare il vecchio trucco di aggiungere un pizzico di sale alle chiare, e curando di farli incorporare con movimento dal basso verso l'alto del cucchiaio di legno così non si smontano.
Versate il composto in una teglia preventivamente imburrata e infarinata, fateci su qualche taglio a losanga perché il dolce mentre cuoce tende a sollevarsi e creparsi in superficie, e mettete in forno per una quarantina di minuti. Visto che dei forni c'è spesso poco da fidarsi, vi suggerisco di fare la consueta prova stecchino: se esce asciutto dalla torta spegnete il forno, lasciate il dolce a riposare per un minutino ancora e poi tiratelo fuori facendo somma attenzione onde evitare scottature.
Lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente e toglietelo dalla teglia con l'aiuto di un piatto, ponendolo infine su una gratella da pasticcere (o se non l'avete su una coppa che sia di circonferenza poco inferiore a quella del dolce stesso, fosse mai che il poveretto ci precipitasse dentro) per eliminare eventuale umidità in eccesso.
Fatto ciò, siete pronti per abbellire la torta come più vi garba. La decorazione classica prevede dei gherigli di noce artisticamente disposti su tutta la superficie e fissate alla stessa con del naspro (ovvero quel composto fatto con zucchero a velo, qualche goccia di succo di limone e quanto basta a trasformalo in un impasto denso e un po' appiccicaticcio), ma ovviamente nessuno vi proibisce di impiegare confettini di zucchero, pastiglie di cioccolato colorate, fiorellini di ostie da adagiare su un velo di zucchero impalpabile o ciò che vi sembra più adatto per dare un tocco di allegria al colore bruno e alquanto serioso del dolce.
E' sottinteso che sul citato bruno sì ben colorato le candeline accese ci faranno un figurone, e vi permetteranno di fare ingresso trionfale nella stanza dove l'amato bene sta dormendo il sonno del giusto.
Non dimenticate, ovviamente, di accompagnare detto ingresso cantando "tanti auguri a te": sia perché è quanto mai adatto all'occasione, sia perché non è il caso che l'amato bene, svegliato di soprassalto e trovandosi davanti una parata di luminarie, faccia uno zompo di tre metri per la paura finendo attaccato al lampadario.
Se poi insieme al dolce servirete una bella cuccuma di caffè forte fatto di fresco, ciò garantirà un piacevolissimo inizio di giornata a entrambi voi. E converrete che un piacevolissimo inizio di giornata è la cosa migliore per festeggiare un compleanno come si confà.

giovedì 28 maggio 2009

Torta di compleanno per donne che hanno troppo da fare

Questa è una torta da mezz'ora scarsa. Per cui è adattissima nel caso malaugurato che vogliate festeggiare adeguatamente chi vi vuol bene ma il tempo tiranno, gli impegni, un tornado e un'invasione di cavallette vi abbiano impedito di dare libero estro alle vostre capacità. A me è successo al compleanno del mio compagno di casa e di vita. Con somma vergogna e correndo come inseguita dal drago ho approntato questa, che è stata parecchio apprezzata.

Ingredienti:
6 sfoglie dolci già pronte rettangolari o quadrate (ottimo se ve le fa quella pasticceria tanto buona, ma vanno bene pure quelle del supermercato)
crema pasticcera (dose tripla rispetto a quella riportata nella ricetta)
250 centilitri di panna fresca da montare
100 grammi di mandorle a lamelle
matita del pasticcere al cioccolato (la trovate ormai anche negli hard discount)
roselline di ostia, fiorellini di zucchero, o qualunque cosa vi garbi

Preparazione:
fate la crema pasticcera e mettetela a raffreddare, immergendo la pentola in acqua con qualche cubetto di ghiaccio per accelerare i tempi. Prendetene circa la metà e mettetela in una ciotola abbastanza capiente.
Montate metà della panna, e incorporatela alla metà della crema nella ciotola facendo così una crema chantilly.
Prendete una base per torta in plastica o cartone e copritela con un foglio di carta da forno.
Poggiateci su la prima sfoglia (avendo cura di mettere la parte più piatta sul fondo) e cospargetela senza eccedere di crema pasticcera semplice. Poggiate la sfoglia successiva e spalmatela di crema chantilly, e proseguite alternando fino a quando non sono finite le sfoglie, l'ultima delle quali andrà poggiata in modo che la facciata più liscia sia quella da decorare.
Con la crema chantilly avanzata coprite bene i bordi della torta, facendo attenzione a non lasciare buchi.
Montate la panna rimanente con un cucchiaio scarso di zucchero, e coprite con essa la superficie della torta.
Applicate le mandorle a lamelle lanciandole (non sto scherzando: è il metodo più comodo ed efficace) a manciate sui bordi della torta in modo che si attacchino alla crema chantilly.
Con la matita del pasticcere fate una bella scritta d'augurio sulla superficie della torta (magari in maniera meno goffa della mia; a parziale discolpa, va detto che per qualche mistero della fisica il cioccolato della matita si era solidificato in un blocco unico, e per farlo uscire dalla bocchetta erano necessari sforzi inauditi).
Completate la decorazione con roselline, fiorellini o quel che avete sottomano (fragole, rondelle di kiwi, cioccolatini, mezze noci, e la lista può continuare all'infinito).
Con somma cautela sfilate la carta da forno da sotto la torta, che così si troverà già bella e pronta sul suo vassoio.
Piazzateci su una candelina.
Quando chi vi vuol bene sta per varcare la porta, alla velocità del suono accendete la candelina e fatevi trovare con la torta in mano e un bel sorriso in faccia.
Per l'amor del cielo: evitate di cantare "Happy birthday Mr. president". Basta il sorriso. Davvero.
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