
Fra le sue molte qualità, Paolo ha quella di essere un ottimo cuoco (un'altra non da poco è una voce di tenore coi controfiocchi, e infatti ogni tanto ci dilettiamo in duetti di musica rinascimentale attirandoci gli accidenti di tutto l'ufficio; ma sto divagando), e lo scorso finesettimana si è cimentato nella preparazione dei dolmadakia, ovvero gli involtini di riso alla greca in foglie di vite. Spinta da cotanto zelo gastronomico, ho messo da parte la consueta pigrizia e ho deciso di imitarlo: ma la succitata pigrizia mi faceva piangere come un gatto al pensiero di fare decine di involtini. Per cui ho ben pensato, anziché farne tanti, di realizzarne uno solo formato gigante: so che qualunque casalinga ellenica mi inseguirebbe brandendo una scopa, però nonostante non sia la ricetta originale è buonino e si presenta pure bene.
Ingredienti:
una quarantina di foglie di vite fresche, rigorosamente non trattate
300 grammi di riso a chicco lungo
una decina di pomodori secchi sott'olio
150 grammi di feta
un limone
una tazzina da caffè d'olio
mezza cipolla media
una bella manciata di erbe aromatiche miste: aneto fresco (altresì noto come finocchietto), basilico, menta, prezzemolo
una spruzzata di peperoncino
Preparazione:
prendete una pentola bella grande (ottimo il paiolo per cuocere la pasta), riempitelo d'acqua, salate e mettete a fuoco vivace. Quando bolle, buttateci le foglie di vite dopo averle lavate ben bene in acqua corrente e aver tolto il picciolo. Fatele cuocere per una mezz'ora, finché le nervature son diventate morbide (e non tiratele fuori prima, altrimenti vi sembrerà di masticare dell'erba di prato).




Prendete lo stampo con cui fate il ciambellone e foderatelo con molta cura di foglie di vite, badando di tappare tutti i buchi: per ottenere ciò, il sistema più indicato è mettere un primo strato di foglie in modo che debordi un po' all'esterno, un altro che copra la parte rialzata centrale, e quindi procedere con quello che ricoprirà il fondo.



Prendete un bel pezzo di pellicola per alimenti e coprite tutta la superficie della pietanza, quindi metteteci su dei pesi (va benissimo della frutta dal discreto peso specifico, come le arance che avevo in frigo io).

Al momento di servire tiratelo fuori e lasciatelo a temperatura ambiente una decina di minuti, quindi capovolgetelo summa cum cautela su un piatto di adeguata circonferenza, mettete nel buco della ciambella dei pomodori in pezzi, qualche fogliolina di insalata o quel che maggiormente vi ispira, e portate in tavola.
Ribadisco: non è la ricetta originale, e qualunque cuoca dell'Ellade alzerebbe gli occhi al cielo. Però, con l'amato bene e gli amici ci ho fatto un figurone. E ciò mi basta.
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