domenica 24 gennaio 2010

Il gattino suona sempre due volte: Postman Pat (and his black and white cat)

Tempo fa mentre stavo piacevolmente al telefono con Tania e la tivvù andava, come suo costume, a volume zero giusto per tenere compagnia, la mia attenzione è stata catturata da un programma trasmesso su un canale dedicato a spettatori in età scolare. Detto canale brilla per la tendenza a proporre nella cosiddetta fascia protetta delle mondezze che paiono concepite per creature dotate del quoziente intellettivo di un grillotalpa sbronzo: va da sé che, con la modalità suicida che contraddistingue la rete ammiraglia cui appartiene, riserva il meglio negli orari in cui i pargoli sono a scuola o, si spera, a nanna. Il programma succitato, non a caso in onda alle dieci di sera passate, si distingueva per un'eccellente tecnica stop motion, una deliziosa ambientazione campestre tipicamente inglese, e soprattutto per un bellissimo micio bianco e nero.
Chi mi conosce sa che ho una passione vergognosa sia per i gatti, sia per un'animazione fatta come dio comanda.
Per cui, non appena ho messo giù il telefono, sono andata a ravanare in Rete per trovare ulteriori notizie. Ho così scoperto che quel programma è uno dei capisaldi dell'animazione britannica. E dopo averne viste diverse puntate, posso dire che per più di un motivo non dovrebbe mancare nella videoteca di qualunque genitore, nonno o zio che voglia far divertire il suo cucciolo preservandolo dalle fetecchie che imperano nel cosiddetto entertainment per bambini.
Nel Regno Unito, Postman Pat è un'istituzione: è dal 1981 infatti che Pat Clifton, un signore buono come un bignè caratterizzato da una bella chioma fulva e da occhialetti rotondi su un naso di notevole lunghezza, distribuisce la posta con il suo furgone rosso nel villaggio di Greendale. Compagno inseparabile è il micio Jess, che oltre ad aiutare con le consegne mostra una spiccata intelligenza tutta felina. Le storie dipingono le vicende tipiche di una piccola comunità, dove abbondano quei bei personaggi che nei paesi, come sa chiunque ci viva, non mancano mai: il parroco appassionato di giardinaggio e musica, la dottoressa che affronta i malanni dei compaesani con piglio molto matter-of-factly, il contadino perennemente alle prese con pecore bizzose, il ferroviere che cura la sua locomotiva come fosse il gioiello della Corona, il burbero uomo di legge che va in crisi quando la situazione non rientra nel manuale, l'inventore impegnato a studiare improbabili marchingegni per scacciare le pecore dagli orti o produrre salsicce al chilometro. A completare la variopinta popolazione di Greendale un battaglione di bambini, pronti com'è costume a mettere a soqquadro giardini, vicoletti e luoghi vari, e un nutrito gruppetto di signore sposate e non che si cimentano in varie attività, dai lavori in campagna alla gestione del caffè della stazione: in quest'ultimo campo è impegnata la signora Sara Clifton, moglie del postino Pat, che perennemente in jeans e maglione sposa un'alacrità perpetua a un atteggiamento di olimpica serenità di fronte alle situazioni più diverse.
In questo vivace contesto Pat, che avrebbe quale compito precipuo la consegna della posta, si trova sempre alle prese con vicende che hanno poco a che fare con pacchetti e cartoline: fra capre in fuga, pony testardi, mucche con la nostalgia di casa, ispezioni a sorpresa della stazione ferroviaria, vendite di beneficenza ed epidemie di varicella, c'è sempre molto da fare e non manca mai chi ha bisogno di aiuto. E in ogni situazione il ruolo del gatto Jess è fondamentale: come postino aggiunto, come saggio commentatore che esprime la sua opinione con sguardi e miagolii, come coprotagonista delle avventure di grandi e piccini. Con buona pace dell'eroe titolare della serie, è Jess la vera star.
Quale che sia l'episodio, i momenti più gustosi sono proprio quelli in cui Jess e Pat interagiscono, il primo non di rado impegnato nel tentativo, spesso vano, di rimediare alle distrazioni o alla volenterosa imbranataggine del suo padrone, sempre pronto a dare una mano ma capace di combinare - complice una vista non proprio eccelsa - disastri a ogni pie' sospinto. Da manuale la puntata in cui Pat deve ritirare dall'inventore/aggiustatutto Ted Glen un rimorchio per cavalli che quest'ultimo sta riparando: Pat non lo vede, Ted non lo sente perché all'interno del rimorchio stesso con tanto di cuffie paraorecchie, sicché il sollecito postino decide di agganciare il rimorchio a un furgone per portarlo a destinazione. Il povero Jess tenta con salti e miagolii di fermarlo, ma Pat pensa che abbia voglia di giocare e parte a tutta birra. Lo sguardo di Jess, mentre il padrone guida canticchiando giulivo, è un poema di rassegnata tolleranza: è evidente che ama quell'umano, ma pensa, e non a torto, che sia davvero un po' frescone.
Il gradimento del micio presso il pubblico si riflette nel ruolo ancora maggiore che riveste nella più recente delle serie, Postman Pat Special Delivery Service (trasmesso sull'italica tivvù come Servizio Consegne Speciali): ed è l'unica cosa positiva che si possa dire su essa. Lo scenario da Greendale si è spostato nella vicina e moderna città di Pencaster, l'officina di Ted Glen si è trasferita da un vecchio mulino a un'autostazione luccicante, il treno a vapore è diventato un banale convoglio di ultima generazione, e Pat ha abbandonato il suo splendido furgoncino per una serie di veicoli, dalla moto all'elicottero, creati giusto per questioni di marketing: sono loro i protagonisti imposti della serie, con la conseguenza che le trame ne risentono parecchio. Non è il primo caso in cui per un motivo o per l'altro si manda a donne di malaffare un prodotto di qualità, ma viste le premesse il risultato è scoraggiante (non a caso il creatore storico John Cunliffe non ha preso parte alla produzione), e i fan britannici hanno ridotto Special Delivery Service a macinato per gatti. Chi avesse conosciuto il postino Pat attraverso quest'ultima serie e abbia pensato sia una robaccia inguardabile, faccia in modo di procurarsi gli episodi prodotti in precedenza: avrà modo di ricredersi.
Dall'anno scorso, il gatto postino è inoltre diventato titolare di un programma tutto suo: dedicato ai piccolissimi in età prescolare, Guess with Jess ("Indovina con Jess") vede il protagonista e un gruppo di animali di fattoria indagare su fenomeni naturali che spesso suscitano la curiosità dei bambini (e cui spesso i genitori non sanno dare risposta): la causa dei tuoni, da cosa sono attratte le formiche, perché i ragni costruiscono le ragnatele, e così via. In questa serie Jess ha il dono della parola - cosa più che giustificabile, giacché interagisce con altre bestiole - ed è animato, assai bene, al computer: ma il fattore cuteness resta invariato. Mi dicono che è stato tradotto e viene trasmesso su un canale satellitare per infanti; io me lo sono gustato in originale sul sito ufficiale e vi invito a fare altrettanto, con l'accortezza di evitare le sezioni interattive: sono andata a curiosarci, e la pizza rustica che avevo messo in forno ha rischiato di far la fine di Giovanna d'Arco.
Se dopo tutto ciò, come è successo alla sottoscritta, vi innamorerete del saggio micio, avrete tutta la mia comprensione: se non altro, mi troverò giustificata nell'essere giunta a livelli di scioglimento che alla mia età veneranda dovrebbero essere banditi, e di ciò vi sarò grata.
Detti livelli di scioglimento hanno comportato l'acquisto di un Jess in peluche, che adesso troneggia sul cassettone in stanza da letto.
Tutto ciò mi ha attirato l'ilarità di amici, parenti e conoscenti.
Quanto a me, sono convinta che mai venticinque euro furono più ben spesi.

2 commenti:

  1. Un Jess in peluche !!!!....fantastico !!!...lovorrei anch'io per la mia bambina !!!...puoi darmi il link di dove lo hai preso?????...ti prego

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  2. Cara mamma,
    purtroppo al momento attuale i Jess in peluche non sono per niente facili da trovare: li ha prodotti la Born to Play qualche anno fa e sono andati tutti esauriti. Il mio Jess, infatti, è usato e l'ho comperato da una mamma inglese che lo vendeva su Ebay. L'unica soluzione temo sia seguire il mio esempio, e tenere d'occhio Ebay per vedere se qualcuno mette in vendita il proprio peluche (io ho usato la chiave di ricerca "Jess the cat soft toy"); in alternativa, si può sperare che con il successo di Guess with Jess qualche casa produttrice decida di rimettere sul mercato i pupazzi del micione. In bocca al lupo per la caccia al peluche, e un bacio alla tua piccina :)

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