giovedì 25 febbraio 2010

Kheer (riso con il latte all'indiana)

Oggi c'è da festeggiare. Il motivo non lo rivelo causa meri motivi di scaramanzia per i quali mi toccherà attendere qualche ora, ma c'ho voglia di mettermi a ballare come un contadino irlandese che alla fiera di Kilkenny abbia bevuto un bel po' di birre di troppo. Per festeggiare dovrei pertanto proporre un bel dolce irlandese, ma visto che di cucina irish so meno che nulla e che l'amato bene, ovvero la persona causa la quale ho voglia di volteggiare in giro, adora la cucina indiana, vado a proporre il più classico dei dessert del subcontinente: il delizioso kheer a base di riso e latte aromatizzato con cardamomo e pistacchi.
La ricetta, che prevede in originale un bel po' di spezie in più e l'aggiunta di uvetta e mandorle, l'ho modificata nel tempo in base ai gusti personali miei e dei miei commensali: va da sé che se volete farla in versione arricchita nulla osta, tanto è squisita lo stesso. Una sola avvertenza nel caso decidiate di prepararla: rassegnatevi a un tre quarti d'ora a guardia dei fornelli pena il disastro gastronomico, ma sappiate che ne vale la pena.

Ingredienti:
mezzo litro di latte
un seme di cardamomo (la ricetta classica ne suggerisce almeno tre, ma io suggerisco a mia volta di non eccedere perché questa spezia è traditora)
30 grammi di riso basmati, o altro a chicco lungo
30 grammi di zucchero
mezz'etto di pistacchi (non quelli salati, ovviamente)
per chi vuole una versione più ricca, una manciatona di uvetta e un pezzetto di cannella

Preparazione:
in una pentola d'acciaio fate scaldare il latte e il seme di cardamomo preventivamente schiacciato (oppure i tre della ricetta originale con in più il pezzetto di cannella) a fuoco medio, quindi versateci il riso, abbassate il fuoco al minimo e, con santa pazienza, girate il tutto con il cucchiaio di legno in modo che il riso non si attacchi. Continuate a farlo a intervalli regolari finché il latte non è diventato la metà di quanto era in origine, per la qual cosa saranno necessari come minimo una quarantina di minuti. Non sbuffate all'idea: ribadisco che ne vale la pena.
Quando il composto è arrivato alla densità suddetta, spegnete il fornello, rimuovete il cardamomo e l'eventuale cannella e aggiungete sempre mescolando con il cucchiaio di legno lo zucchero e metà dei pistacchi che avrete già tritato grossolanamente con l'aiuto di un coltellino affilato. Se volete la ricetta più corposa incorporate pure la manciatona di uvetta fatta prima ammorbidire per una mezz'ora in acqua tiepida. Poi trasferite il tutto in una scodella di coccio, fate raffreddare per bene e ponetela in frigo, magari curando di coprirla con un piatto o un foglio di pellicola per alimenti se non volete che il vostro elettrodomestico olezzi dopo un tot come una baiadera.
Lasciate il tutto a riposare per qualche ora, quindi una quarantina di minuti prima di servire togliete la ciotola dal frigo in modo che il kheer raggiunga la temperatura ambiente, spolverate la superficie con l'altra metà dei pistacchi tritati e portate in tavola.
Se ne avete l'estro e le capacità, servite il dolce all'amato bene calandovi nei panni, a seconda dei casi, di Amitabh Bachchan o Jaya Bhaduri. Se come la sottoscritta non ne disponete, fa l'istèss: è talmente buono che pure se lo presentate con i soliti pantaloni, felpa e ciabatte gli sembrerete belli come il sole.
Cosa che, per gli inciso, gli dovreste sembrare a prescindere dal kheer. Sennò che amato bene è?

16 commenti:

  1. grazie x il post... nn ti posso spiegare (ricerca di scuola, ecc...) sennò viene troppo lunga, xò grazie!!

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  2. Che dire, grazie a te dei ringraziamenti :)
    Se però quando hai tempo mi dici pure il perché dei succitati ringraziamenti (ma davvero ti serve per una ricerca scolastica? Perbacco, che vi fanno studiare oggigiorno?!) mi farebbe piacere, perché confesso che sto morendo dalla curiosità :D

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  3. è per un compito di geografia... lo so è un po' strano... praticamente dobbiamo fare un menù per un ristorante multietnico dove vanno inserite delle ricette di india cina e giappone. Ognuna deve essere motivata con un collegamento (ad un personaggio storico, al territorio, ecc...). Grazie al verde dei pistacchi ho collegato questa ricetta alle vaste pianure alluvionali dell'india (quelle di gange e indo per intenderci...)
    ciao :-)

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  4. In tal caso ti suggerisco un piccolo tocco chic: non mancare di citare il fatto che kheer deriva dal sanscrito kshira (ovvero latte), il che denota l'antichissima origine della pietanza... Se il/la prof è appena un po' addentro alle meraviglie della civiltà indoeuropea, andrà in brodo di giuggiole.
    Puoi anche citare una bellissima leggenda locale: un tempo il dio Krishna in sembianze umane sfidò a scacchi il re di una città dell'India meridionale, e vinse la partita. Come ricompensa chiese del riso, in quantità da calcolare come segue: un grano nella prima casella della scacchiera, due in quella successiva, quattro nella terza, otto nella quarta, e via moltiplicando. Il re quasi si offese a una richiesta così misera, finché il suo matematico di corte gli fece notare che, procedendo in quel modo, a compensare il vincitore non sarebbe bastato tutto il riso della terra (il risultato finale alla sessantaquattresima casella è infatti 9 miliardi di miliardi di chicchi).
    A quel punto Krishna si rivelò nella sua vera forma al re esterrefatto, e gli disse che avrebbe potuto pagargli la sua vittoria a poco a poco: ovvero, offrendo gratis riso con il latte ai suoi fedeli nel suo tempio fino a raggiungere il numero esatto di chicchi. Per inciso, il riso al latte nel tempio viene servito gratis ancora oggi... :)

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  5. waw... grazie di nuovo!!

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  6. Di niente... Semmai, dopo che hai presentato la ricerca a scuola, fammi sapere com'è andata ;)

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  7. ricerca consegnata!! appena so il voto ti faccio sapere...

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  8. Fantastico! In bocca al lupo, attendo con ansia notizie :)

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  9. ciao!!! oggi il prof ci ha riconsegnato le ricerche dopo averle corrette. Indovina un po'??? Una di quelle andate meglio!!!! Il voto non ce l'ha detto, ma è sopra l'8, quindi è andata molto bene!!! :-)

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  10. Ma è fantastico! Non che avessi dei dubbi, per inciso: uno studente che scrive correttamente po' con l'apostrofo ed è con l'accento grave merita a prescindere l'applauso e il bacio accademico :D

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  11. Ciao, ho fatto ieri sera il kheer per una cena con amici (menù decisamente multietnico: antipasti piemontesi, cous cous e kheer...;) ed è stato molto apprezzato, anche se ad essere sincera, considerando il caldo che faceva, ho preferito tenere le coppette in frigo prima di servirle, con il risultato che il tutto si è addensato tantissimo...ma per fortuna i miei commensali sembrano aver gradito lo stesso...
    Volevo dirti che alla granella di pistacchi ho aggiunto un goccino minuscolo di miele ed è stato un successone, sia dal punto di vista estetico (verde + dorato) che del gusto: aveva tutto il sapore della ricopertura dei baklawa!
    Grazie! :)

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  12. Antipasti piemontesi? Cous cous?? Ehm... Non è che per caso abiti nei dintorni nella Coda Mundi? Sarei *molto* lieta di elemosinare un invito a cena... :D

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  13. ciao!!! dopo un po' di tempo sono tornata... Hai presente quella che ha usato la ricetta x un compito di scuola??? Bhè sono di nuovo qui, anche se il motivo è un po' diverso (adesso sono in vacanza... niente scuola per un po'!!)
    Recentemente sono stata a Roma da mia nonna e lei mi ha spronato a iniziare a cucinare... tanto per dare un po' una mano a papà (cucina sempre lui!!). E quello lo sto già facendo, solo che adesso mi è venuta voglia di fare una sorpresina ai miei e ho pensato di fare qualcosa con le mie mani, tipo dei biscotti. Sai quelli semplici, da mettere nel latte a colazione?? Ho dato un'occhiatina in giro, ma guardando gli ingredienti non so capire se alla fine la ricetta risulterebbe pesante o meno (papà ha lo stomaco un po' delicato in questo periodo e quindi vorrei puntare su qualcosa di "light"...). Non è che avresti qualche ricetta leggera leggere per dei biscotti? Qualcosa di semplice (non sono ancora una cuoca provetta!! :D)...
    Attendo con ansia una tua risposta!!!
    ludo :)

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  14. Ma che piacere rivederti qui!
    Allora, per dei biscottini leggeri e semplici da fare suggerirei di procedere in questo modo: puoi prendere come riferimento la ricetta dei biscotti di pasta frolla ma anziché mettere 160 grammi di burro basta usarne la metà (80 grammi quindi) più mezzo bicchiere di latte intero, che va aggiunto man mano all'impasto.
    In alternativa, biscotti assolutamente senza burro sono i pepatelli, dove non c'è nemmeno una briciola di grassi: però suggerisco l'accortezza di mettere un cucchiaino ben colmo di bicarbonato anziché mezzo e di non farli biscottare, così si pucciano più agevolmente nel latte. Oppure per un risultato più classico puoi fare la pasta semifrolla dei taratuòffele senza farcire e foggiandola a ciambelline.
    Ho anche altre ricette interessanti della mia nonnina e delle mie zie, però per correttezza nei confronti di chi mi legge vorrei prima testarle personalmente (sai com'è, per le matriarche di famiglia tutto è semplicissimo e si fa a occhi chiusi in dieci minuti, poi quando provi tu a cimentarti ti ritrovi dopo tre ore inginocchiata nel bel mezzo della cucina a implorare aiuto): e con questo caldo malefico, chi è che ha il coraggio di fare i biscotti? Giusto una ragazza giovane e gagliarda come te...

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  15. Scusa il ritardo nella risposta... Grazie mille perchè sei stata davvero gentilissima!! Vedrò cosa fare ma ero tentata dai primi, quelli di pasta frolla, anche perchè mi sembrano i più semplici da fare... Comunque se li preparerò ti farò sapere come è andata...
    ciao e davvero grazie di nuovo :)

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  16. Credimi, è un piacere :)
    Fammi sapere il risultato, ché ci tengo!

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